08 Gen

LIFTING PER LUI: UN TAGLIO CON IL PASSATO

chirurgia_plastica_bro03_600x425Il maschio non è più immune al fascino della chirurgia estetica.

In Italia, ogni anno, sono 150 mila gli uomini che ricorrono a bisturi e punturine.

 

Nella prima puntata di Nip/Tuck un malvivente chiedeva al chirurgo di rifargli i connotati: voleva cambiare identità per sfuggire alla giustizia. Ecco, a 13 anni di distanza (la prima stagione andò in onda negli Stati Uniti nel 2003) il nostro sguardo sulla chirurgia estetica maschile è ancora mediato da quella serie tv. Nell’immaginario collettivo l’uomo che ricorre al bisturi del chirurgo estetico non è il vicino di casa: nella peggiore delle ipotesi è un pazzo, nella migliore un vanesio oppure un “famoso”. Le storie che leggiamo sui giornali o vediamo in tv sono lì a confermarcelo. Dal tizio che si è sottoposto a dozzine di operazioni pur di somigliare a Justin Bibier a quell’altro, che ha esagerato con le iniezioni di botox e guarda ora che faccia si ritrova.I numeri, invece, raccontano un’altra storia. Del milione e rotti di operazioni estetiche realizzate ogni anno in Italia, quasi una su sei riguarda un uomo. Gli interventi preferiti sono, nell’ordine: liposuzione, blefaroplastica (palpebre) e rinoplastica (naso). Insomma: non siamo né la Corea del Sud, il Paese col tasso di bisturi più alto, né il Brasile, dove negli ultimi cinque anni si è quintuplicato il numero degli interventi maschili, ma anche da noi la chirurgia estetica è ormai sdoganata anche fra gli uomini.