VISO / Attività chirurgiche

Chirurgia secondaria del viso

Il 16% delle operazioni di chirurgia plastica viene effettuato per rimediare a precedenti interventi. A dichiararlo è l’AICPE (l’Associazione di Chirurgia Plastica Estetica), secondo la quale i motivi per i quali ci si opera una seconda volta sono nell’ordine: la mancata informazione del paziente, l’insoddisfazione delle aspettative del paziente e l’insorgenza di complicazioni imprevedibili. Sempre secondo l’AICPE, per tornare in sala operatoria i pazienti, nella maggioranza dei casi (68,9%), hanno preferito optare per un altro chirurgo plastico.

ESEMPI PRE E POST OPERATORIO

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La causa di un numero tanto alto d’interventi secondari, però, si può rintracciare anche nel proliferare della chirurgia plastica low cost che ha abbassato la qualità generale degli interventi e ha portato molti più pazienti a sottoporsi ad interventi ‘riparatori’, che possono essere tali fino ad un certo punto. Solo grazie a un team di esperti, infatti, è possibile risolvere un problema creato da una prima operazione sbagliata. L’unico modo per prevenirli é puntare sulla qualità e la professionalità.